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Le 8 voci che stanno già (sotterranee), mormorando…All… Ann… Baa… Brr… Grr…  Ne… Roo.. Sii… sono i brusii di Alessandra Pigliaru, Antonella Taravella, Barbara Giuliani, Brunella Saccone, Greta Rosso, Nerina Garofalo e A.M., Roberta Corbo, Silvia Molesini ____ e poi Sshh… che è lo spazio che, in silenzio, ospita i silenzi e sogni o associazioni a sogni, come in una matrice di sogno sociale.

[Nerina Garofalo]

Appunti o inneschi su La vita sognata degli angeli. Il progetto è aperto e attende le vostre scritture marzoline

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Il mio brusio:

Cara Isabelle,

quando la felicità la scrivi non si avvera. È una vita in cambio di un’altra, ricordi? Come se non ci fosse posto per tutte in questo luogo troppo stretto. M’hai rimessa al mondo, tu che non ti credevi madre nemmeno a te stessa, me ne potrò capacitare un giorno? M’hai riportato a terra. Sei stata la spettatrice muta del mio sonno per decretarne un altro definitivo. Uno scritto troppo in fretta, appunto. Una vita vale come quella di un’altra, ce lo siamo mai dette? E poi dell’intimità desiderata, come fosse lo stradario dell’anima, di quello che manca, della separazione da noi stesse e dagli altri. L’intimità che non viene detta, Isabelle. Che è faticosa ma irrinunciabile. È forse un modo per dirsi salve dal pericolo dello sguardo. Il suo posarsi, il suo torturante posarsi e saperci vedere. Eppure ti è bastata la prossimità. Come quelle donne che senza legami di parentela si dicono assorellate, m’hai rimessa al centro della cura. In un orizzonte di festa. Eccomi, dunque. Sono io il tuo pieno, quel che colma e che strappa dal taglio necessario. Quella che ti avverte che siamo un noi in presenza. Che un giorno ti rincontrerà per dirsi grata, perché il silenzio non ci si addice ed è arrivato il momento di dirsi ancora, partendo da me e te. Di afferrare senza aggrapparsi e di stare accanto all’altra e al mondo per cingerci di futuro. Non ho mai creduto agli angeli, ho invece sempre pensato ad un Dio delle piccole cose che in un giorno preciso arriva a rendere omaggio ad ognuna di noi. Per chiedere perdono della disattenzione dedicataci e per pregarci di assolverlo dalla sua ossessione per il nascondimento. Quel Dio che, fin troppo piccolo, solleva il proprio sguardo inadeguato e che ci vorrebbe raccontare l’immagine di una vita che non ci corrisponde, come quella degli angeli. Sta invece fermo lì, lui, ad aspettare che gli venga insegnato il modo dell’amore. E di come tu, sorella mia, m’hai riportata a terra. Io sono qui.

La tua amica S.

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