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Lupino

Come diventare scrittori? Lei fa una domanda difficile e scabrosa quanto quel ragazzino che chiedeva come si fanno i bambini, e quando la mamma gli ha detto che gliel’avrebbe spiegato più tardi, perché in quel momento era molto occupata, ha ripreso a insistere: «Spiegami almeno la testa»… – D’accordo: anche noi cercheremo di spiegare almeno la testa: ecco, bisogna avere un po’ di talento.

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B.K. Goleniòw

«La Via Lattea in mezzo al cielo, | Misteriosa, un po’ severa, | Si stende come un delicato velo…» è difficile credere che Lei, signorina, abbia diciotto anni; ne hai solo dodici e finora ti è mancato il tempo di leggere il più modesto libretto di divulgazione scientifica sulle stelle. Probabilmente anche una lettura così sarebbe stata sufficiente perché la poesia ti sembrasse all’improvviso molto infantile, e il velo cui hai paragonato la Via Lattea – tirato fuori spensieratamente dal cassettone della bisnonna. Se però Lei ha davvero diciotto anni, credo sia meglio che le poesie le scrivano altri. Del resto non c’è di che invidiarli, perché è una vita di stenti.

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Halina W. Bialystok

La nostra prima risposta è piuttosto drastica: Lei è una persona troppo ingenua e di buon cuore per scrivere bene. Negli abissi di uno scrittore di talento si agitano svariati dèmoni. E se anche sonnecchiano (o dovrebbero sonnecchiare) prima e dopo, nel momento in cui scrive svolgono invece un’intensa attività. Senza il loro aiuto lo scrittore non potrebbe penetrare nel complicato vissuto dei propri personaggi. «Nulla di ciò che è umano mi è estraneo» – oh, sotto questa massima non si celano vite di santi…

Distinti saluti.

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J.G. Stettino – A.Z. Lòdz – H.K., Distretto di Gniezno

Primavera. Ragazze crudeli lasciano poeti per altri poeti. La conseguenza è un raddoppiato affluire alla redazione poesie piene di a) rimorsi di coscienza «Mi facevo i complimenti, benché avessi grandi mancamenti», b) determinazione «Ma è una fatica vana, il mondo intero da me non ti terrà lontana» c) amarezza «Non provasti dolore, quando la morte mi trafisse il cuore, ma la mia anima non ti lasciava, mentre il pensiero in cielo volava» d) promesse precipitose «Non permetterò che la sorte infausta ti trascini nella foresta», nonché e) d’amabile incitamento «E una volta che sarò tuo, tu sguazza nell’occhio mio»… Tutto ciò è umano e in qualche modo simpatico, ma ci si deve stupire se ogni nuova primavera desta nelle nostre anime di redattori un indefinibile sentimento di preoccupazione?

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Roland, Voivodato di Lublino

Il problema dell’assurdità della vita si lascia difficilmente svolgere nella rima «lotta amara – bara». Su questo tema è meglio comunicare a segni.

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«Homo», Trzebinia

Lei ci chiede qual è il nostro parere su Omero. Finora ottimo. Perché, è successo qualcosa?

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Melissa V., Cracovia

Tutto a questo mondo si distrugge per il continuo uso, tranne le regole grammaticali. Se ne serva con più coraggio, Signora – bastano per tutti.

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