A sera mai addormentarsi
e fare sì che il broncio
si faccia a forma di coperta,
ché non ci sia tramonto
senza pace, e riprovare.

Di ogni regalo disfarsi come se
si fosse ricchi e traboccanti, benché
lo stomachino mugoli e lacrimi l’occhietto.

Innamorarsi della bellezza che
riluce dentro l’altro, e farla rispettata.
E scimmiottare quello che sappiamo
essere il limite che ci consuma dentro,
e rende insostenibile il ciarlio.

Non essere quel pattino che porta l’altro al ghiaccio
senza la sicurezza di poter reggere le schegge,
e ricucire le parallele sponde dell’Angelo distratto

come due ali costruite nell’inverno.
Amare di ogni età lo sdegno e il danno
e della propria la timidezza e lo spavento,
prendere la scrittura per le mani
farla danzare e non cessare di provare

a vederla a un giornale in capitale.
Sbirciare i libri dove capita e si può
e rivestirli di carta di giornale.

Avere quel maestro che sentiamo
e non la via maestra tutta nostra.
Saper restare per amore con il ventre
inabitato e farne vaso per un fiore,
fingersi forte e rivelare la malgrazia.

Tener le toppe al culo sui merletti,
come la più elegante ragazzaccia.

[Nerina Garofalo]

*

da qui: http://dirtyinbirdland.splinder.com/post/25533972

 

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