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Tuva Kleven

(Come mai Manastabal, mia guida, tu dai tanto credito all’intelligenza delle anime dannate, come nel  caso delle bicefale? Quanto a me, tendo sempre a pensare che solo un certo grado di istupidimento può spiegare perché si resta all’inferno.)

Manastabal, la mia guida, dice:

(È che il tuo principio è: o bianco o nero. Tu non ammetti sfumature. Non vedi niente di complesso in ciò su cui poggia l’inferno. Dichiari che bisogna distruggerlo e t’immagini che basti soffiarci sopra.)

E quando protesto, dice:

(Comunque non si tratta di te ma delle persone coinvolte. È vero che sono convinta, per esperienza, che le più grandi intelligenze umane si trovino tra le anime dannate. La ragione è che quando esse sono consapevoli di ciò che sta accadendo, vengono sfidate a esercitare questa intelligenza attraverso tutte le leggi che governano il loro mondo e a questo punto la sviluppano in molte più direzioni di quelle richieste nel campo dominante. Inoltre hanno a che fare con un pensiero doppio e questa duplicità le conduce talvolta, come hai visto, a sviluppare due teste. Ed è vero, non lo nego, è quasi passione ciò che sento per l’intelligenza alle prese con se stessa e che non molla.)

[tratto da Monique Wittig –  Virgile, non [XXV]]

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