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Ariadne Zenit - Departure

Se n’è andata una donna e amica straordinaria. Il suo nome è Angela Melis e dal primo giorno che l’ho conosciuta ho pensato che l’esistenza spesso ci fa dono di incontri generosi. Occhi grandi e luminosi, Angela era una creatura esile fiera e fortissima. Affettuosa e attenta alla cura per l’altro, sempre capace di parole gentili. Ricorderò con grande gioia il solstizio d’estate, il giorno del suo compleanno, che era sempre un giorno speciale. Un amore grande e commovente sono certa che l’abbia accompagnata  ieri dall’altra parte della strada. La mano salda e colma della madre, delle sorelle e delle nipoti, così come le mani e gli occhi delle amiche e degli amici che non l’hanno mai abbandonata. Ecco, mi piace pensare che in quella radura chiara dove ieri ha cominciato a riposare dopo tanta stanchezza, si sia trovata in compagnia di tutti quelli che l’hanno adorata. Perché l’amore è inspiegabilmente vicino alla morte, aiuta a passare e a mantenere sopravvissuti in nuova forma. Ciao Angela, ché dei tuoi gatti adorati avevi la stessa screziatura dello sguardo. Un’esistenza la tua che sarà per sempre una lezione alta, una di quelle che si mettono in pratica ogni singolo giorno: la gioia di dire di sì alla vita, oggi e domani con speranza e dignità. [Alessandra]

*

Non ce l’ho con la primavera
perchè è tornata.
Non la incolpo
perchè adempie come ogni anno
ai suoi doveri.

Capisco che la mia tristezza
non fermerà il verde.
Il filo d’erba, se oscilla,
è solo al vento.

Non mi fa soffrire
che gli isolotti di ontani sull’acqua
abbiano di nuovo con che stormire.

Prendo atto
che la riva d’un certo lago
è rimasta – come se tu vivessi ancora –
bella com’era.

Non ho rancore
contro la vista per la vista
sulla baia abbacinata dal sole.

Riesco perfino a immaginare
che degli altri, non noi,
siedano in questo momento
su un tronco rovesciato di betulla.

Rispetto il loro diritto
a sussurrare, a ridere
e a tacere felici.

Suppongo perfino
che li unisca l’amore
e che lui la stringa
col suo braccio vivo.

Qualche giovane ala
fruscia nei giungheti.
Auguro loro sinceramente
di sentirla.

Non pretendo alcun cambiamento
dalle onde vicine alla riva,
ora leste, ora pigre
e non a me obbedienti.

Non pretendo nulla
dalle acque fonde accanto al bosco,
ora color smeraldo,
ora color zaffiro,
ora nere.

Una cosa soltanto non accetto.
Il mio ritorno là.
Il privilegio della presenza –
ci rinuncio.

Ti sono sopravvissuta solo
e soltanto quanto basta
per pensare da lontano.

[Wislawa Szymborska – Addio a una vista]

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