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Gli altri, la gente non ricorda, non si volta indietro per guardare il proprio passato… Ricordare è entrare nella vita, entrare dentro di sé. Ricordare quello che gli altri dimenticano, non vivere di memoria chiudendosi in se stesso. Questo è il messaggio della mia poesia… se non avessi vissuto… in questo modo, credo proprio che non avrei continuato a scrivere poesie. [Patrizia Vicinelli]

Una poesia::

Albero di Giuda

Bisognerà riscattarti, o nome dei nomi,
sei fra noi con altri nomi, e molti
fanno finta di non accorgersene.
Che mi importa del nome, se ad altri nomi
sei legato e ci imprigionano proprio come
ai vecchi tempi, tempo di faraoni, tempo
di faraoni, cosa cambiò, ohilà,
un bel giardino fatto da uno che conosco,
naturalmente non gliela fanno passare
liscia, ehi, friend, mi ricordo, era così
da un sacco di denominato tempo,
noi a picco sulle colline deserte ce la guardavamo
la luna, anche da certe soglie,
e chi lo può impedire all’uomo, di essere?
no, giuda neanche tu, col tuo malfamato nome,
esattamente il più povero, la tua grande pochezza
ora io la esalto e danneggiare gli altri
ma molto più di te stesso, se fosse mai vero
quello che i farisei riportano, come sempre fanno.
crederei anche ai giornali, e certo
agli speakers della televisione.
Eppure amico doloroso, io ti assumo, e te la
do la benedizione, il più negletto fra gli uomini,
che pessima sorte, oh Giuda!
Noi amici sulla terra amiamo la natura,
e raccontarci delle ultime avventure che sempre
trattano di vita, di vita calda e fuocosa.
Te la racconterò accanto all’albero,
che ti porta, qualche bella storia di ottimi
tradimenti, che portarono lontano,
che portarono lontano. Nel procedere è
assolutamente meglio una pessima sorte, tu lo sai.
così c’è qualche possibilità di essere gli uomini
che siamo, oppure è solo vento.
Giuda te la sei fatta pesa, te l’hanno
fatta pesa, ma c’è qualcuno, qualche vecchio
intenditore di talenti, qualche mago,
che sa que paso, all’ombra dello stesso
giardino di questa notte.

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Videolettura di Patrizia Vicinelli (1989)

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Un quaderno (a cura di Poesia 2.0)

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Non sempre ricordano

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Patrizia Vicinelli:dai “Fondamenti dell’essere” a “Messmer” Un saggio di Maria Valente

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