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Louise Bourgeois - Descruction of the Father

da Dichiarazioni, 1979

Mi chiamo Louise perché mia madre era femminista e socialista; il suo modello era Louise Michel, la Rosa Luxemburg francese. Tutte le donne della sua famiglia erano femministe e socialiste – e lo erano in modo feroce!
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Una volta fui colta da un attacco d’ansia. Non riuscivo a distinguere tra destra e sinistra né ad orientarmi. Avrei potuto urlare dal terrore di sentirmi persa. Ma ho allontanato la paura osservando il cielo, stabilendo dove sarebbe sorta la luna, dove sarebbe comparso il sole la mattina. Mi sono vista in relazione con le stelle. Ho cominciato a piangere e ho capito che stavo bene. Ecco come uso la geometria oggi. Il miracolo è che sono in grado di farlo – grazie alla geometria.
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[A proposito di The Destruction of the Father (1974)]. C’è una tavola imbandita e vediamo che succede di tutto. Il padre pontifica, intrattiene il suo uditorio coatto sulla propria grandezza, su tutte le cose straordinarie che ha fatto e su tutti i malvagi che oggi ha umiliato. Ma questa scena si ripete quotidianamente. Nei figli monta una specie di risentimento. Finché arriva il giorno in cui si arrabbiano. La tragedia è nell’aria. Ha recitato la sua parte una volta di troppo.
I figli lo presero e lo stesero sulla tavola. Diventò il loro cibo. Lo spezzarono e lo smembrarono. Lo divorarono. E così fu liquidato.
Ecco, vedete, una tragedia orale! La cosa irritante era la continua offesa verbale. Così fu liquidato, come lui aveva liquidato i suoi figli.
La scultura rappresenta sia un tavolo che un letto. Quando entri nella stanza, vedi la tavola, ma al piano superiore, nella stanza dei genitori, c’è anche il letto. Sono queste due le cose che contano nella vita erotica di ciascuno: il tavolo da pranzo e il letto. Il tavolo dove i genitori ti hanno tormentato. E il letto dove dormi con tuo marito, dove sono nati i tuoi figli e dove morirai. Avendo più o meno le stesse dimensioni, sono essenzialmente la stessa cosa.
(…)
L’ho costruita qui in casa mia, è un’opera molto cruenta, un impulso che prende quando sei sottoposto a una pressione eccessiva e ti rivolti contro chi ami di più.

Louise Bourgeois - Maman

da una conversazione con Donald Kuspit, 1988

Il mio femminismo si esprime in un interesse intenso per ciò che fanno le donne. Ma sono un lupo solitario. Non mi aiuta frequentare altre persone, davvero non mi aiuta. Mi aiuta comprendere le mie proprie menomazioni e mostrarle. Un’altra ammissione tristissima è che amo davvero solo le persone che mi aiutano. È una considerazione molto, molto triste.

da Dichiarazioni, 1988
Trovo il passato terribilmente doloroso sebbene ci sia legata. E’ irrisolto. Eppure non ho alcun gusto per la rivisitazione. E’ un paesaggio attraverso cui si è passati e che si è esplorato e superato. Solo il domani è interessante.

Louise Bourgeois - Cell Eyes and Mirrors

da L’espressione di sé è sacra e fatale, 1992
Il mio lavoro giovanile è paura di cadere. Poi è diventata l’arte di cadere. Cadere senza farsi male. Infine l’arte di non mollare.
*
La spirale è il tentativo di dominare il caos. Ha due direzioni. Dove ci si colloca, alla periferia o al vortice? Cominciare dall’esterno è paura di perdere il controllo; l’avvolgimento è serrarsi, ritirarsi, comprimersi fino a sparire. Cominciare dal centro è affermazione, muoversi verso l’esterno rappresenta il dare e l’abbandonare il controllo; la fiducia, l’energia positiva, la vita stessa.
*
L’espressione di sé è sacra e fatale. È una necessità. La sublimazione è un dono, un colpo di fortuna. L’una non ha niente a che vedere con l’altra.

da Disegni d’insonnia, 1994-1995

Numero 3229
Cosa combini?
– Cammino nella notte
– Hai paura?
– No, sono abituato, perché non lo sa nessuno (che
non vedo nulla) preferisco non vedere nulla
(che tipo di cieco abbiamo qui)
*
Numero 3224

Resurrezione
Passo il mio tempo a negare, a fare nidi
Io nego, tu neghi, egli nega
Noi neghiamo, voi negate
Essi negano, esse negano
È tempo di non più
Negare, io non nego più
Tu non neghi più, egli non
nega più, noi non neghiamo
Più, voi non negate più
Essi non negano più
Che lei aveva paura della notte notte.

[Testi tratti da Louise Bourgeois, Distruzione del padre – Ricostruzione del padre – Scritti e interviste, Quodlibet 2009]

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