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Chiara Vigo

Ora preparo un filo di bisso, qui davanti a te. Quando avrò finito te ne farò dono e tu lo dovrai tenere sempre. E siccome i Maestri hanno delle leggi ben precise, un giorno, dopo che l’avrai donato a tuo figlio, lui mi riporterà quello stesso filo, al quale ne aggiungerò altri, e altri ancora. Tuo figlio dovrà solo stare lì con me fino a quando non avrò finito di tessere il suo primo cuscino nuziale. Perché quello che mi rende felice è tramandare e sapere che qualcuno manterrà quel filo, che diventerà arazzo di un’esistenza. Chiara prende una piccola matassa di bisso, tira fuori dalla tasca il fuso di canna e comincia a filare. Il bisso è luccicante, sottile trama che diventa sempre più setosa nelle sue mani. Ha il colore dell’oro. Così l’incantevole Maestra Chiara Vigo, inizia a tessere il ciuffo di Berenice che tiene tra le mani. Il fuso allunga il filo e lei osserva davanti a sé, lo sguardo perso in chissà quali raccolte, come se quel gesto, ripetuto centinaia di volte, fosse quasi un rito propiziatorio, una continua preghiera marina che recita ogni volta. Chiara vive nell’isola di Sant’Antioco e da anni ormai è considerata l’unica tessitrice di bisso di tutto il Mediterraneo. Ogni anno, nel mese di maggio, si cala per i fondali e raccoglie il bisso. Prima di immergersi però ringrazia il mare, grembo di vita sacra che la accoglie e dal quale riemerge con i tesori da lavorare. Il bisso nelle sue sapienti mani, viene asciugato solo col libeccio, viene poi trasformato, pettinato e colorato (rigorosamente con tinture naturali). A questo punto Chiara con un unico fuso crea il filo che poi diverrà parte di un arazzo più grande e complesso passato al telaio, un potente e rumoroso telaio ligneo. Una Maestra, perché lei insegna quello che le ha svelato la nonna anni fa. Eppure in questa stupefacente operazione maieutica, Chiara trova qualcosa d’altro. Le sue mani riportano Berenice in terra, adagiano la chioma stellata sulla costa del mare e la fanno risplendere di nuova luce. Chiara crea non come un’artigiana qualunque, ma immergendosi letteralmente dentro se stessa, dentro la propria storia che è quella dell’intero Mediterraneo. Lei ringrazia di una preghiera pagana e potentissima per non spezzare quella seta marina, quella morbidissima chioma salvifica che ha tutti i nomi del mondo, perché sacra.

[Alessandra Pigliaru]

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post pubblicato per la prima volta QUI

Ora preparo un filo di bisso, qui davanti a te. Quando avrò finito te ne farò dono e tu lo dovrai tenere sempre. E siccome i Maestri hanno delle leggi ben precise, un giorno, dopo che l’avrai donato a tuo figlio, lui mi riporterà quello stesso filo, al quale ne aggiungerò altri, e altri ancora. Tuo figlio dovrà solo stare lì con me fino a quando non avrò finito di tessere il suo primo cuscino nuziale. Perché quello che mi rende felice è tramandare e sapere che qualcuno manterrà quel filo, che diventerà arazzo di un’esistenza. Chiara prende una piccola matassa di bisso, tira fuori dalla tasca il fuso di canna e comincia a filare. Il bisso è luccicante, sottile trama che diventa sempre più setosa nelle sue mani. Ha il colore dell’oro. Così l’incantevole Maestra Chiara Vigo, inizia a tessere il ciuffo di Berenice che tiene tra le mani. Il fuso allunga il filo e lei osserva davanti a sé, lo sguardo perso in chissà quali raccolte, come se quel gesto, ripetuto centinaia di volte, fosse quasi un rito propiziatorio, una continua preghiera marina che recita ogni volta.
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Chiara vive nell’isola di Sant’Antioco e da anni ormai è considerata l’unica tessitrice di bisso di tutto il Mediterraneo. Ogni anno, nel mese di maggio, si cala per i fondali e raccoglie il bisso. Prima di immergersi però ringrazia il mare, grembo di vita sacra che la accoglie e dal quale riemerge con i tesori da lavorare. Il bisso nelle sue sapienti mani, viene asciugato solo col libeccio, viene poi trasformato, pettinato e colorato (rigorosamente con tinture naturali). A questo punto Chiara con un unico fuso crea il filo che poi diverrà parte di un arazzo più grande e complesso passato al telaio, un potente e rumoroso telaio ligneo. Una Maestra, perché lei insegna quello che le ha svelato la nonna anni fa. Eppure in questa stupefacente operazione maieutica, Chiara trova qualcosa d’altro. Le sue mani riportano Berenice in terra, adagiano la chioma stellata sulla costa del mare e la fanno risplendere di nuova luce. Chiara crea non come un’artigiana qualunque, ma immergendosi letteralmente dentro se stessa, dentro la propria storia che è quella dell’intero Mediterraneo. Lei ringrazia di una preghiera pagana e potentissima per non spezzare quella seta marina, quella morbidissima chioma salvifica che ha tutti i nomi del mondo, perché sacra.
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