Il suo cuore dentro latrava.

Come una cagna proteggendo i teneri cuccioli,

ignara dell’uomo, abbaia ed è pronta a combattere,

così latrava dentro di lui, sdegnato per le azioni cattive.

E battendosi il petto redarguiva il suo cuore:

‘Cuore sopporta! Sopportasti ben altra vergogna,

quando il ciclope mangiava, con furia implacabile,

i forti compagni: e tu sopportasti, finché l’astuzia

ti trasse dall’antro, quando credevi già di morire’.

Disse così, assalendo il suo cuore nel petto:

e si acquietò il suo cuore ubbidiente, sopportando pazientemente;

ma lui si girava da una parte all’altra.

Come un uomo, su molto fuoco che arde,

rigira un budello ripieno di grasso e di sangue

da una parte e dall’altra e desidera che sia cotto,

così egli si girava da una parte e dall’altra pensando

come avrebbero aggredito i Proci impudenti,

che erano molti, da solo.

[Odissea, V, XVII-XX]

***

i fotogrammi sono tratti da La passion de Jeanne d’Arc, di C.Th. Dreyer (1928)

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