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tratto da Voli fatali *

Mio fratello e io siamo nati tenendoci per mano. È mia madre a dirlo, suo padre lo nega. A volte penso di essere stata io ad aver fatto il primo piccolo passo fuori dal grembo materno.

Tasida Fallaby ha in realtà due anni e sette mesi più di suo fratello Standard.

Lui ha indugiato rispetto a me. Questo naturalmente contraddice quanto è scritto sui nostri certificati di nascita. Ma non ho alcuna simpatia per le scartoffie. Ai burocrati queste cose non fanno né caldo né freddo.

A parte un certo ingrossamento dei muscoli esterni, l’Evento Violento Non Identificato ha modificato soltanto l’interno di Tasida, lasciando immutato il suo aspetto esteriore e incoraggiando forse, di conseguenza, la sua fede nel naturismo.

Quando avevo quindici anni, avevo i capelli più lunghi, ma lui era più alto. Non importava. Lui lo superò.

La Guida attribuisce a Tasida un polmone parzialmente fuori uso, tinnitus melodico, visione in bianco e nero, ciclo mestruale doppio e, a differenza di suo fratello, un compattamento dell’intestino in anse più serrate, causa di intensi crampi e, frequentemente, di un alito maleodorante. Maleodorante è la traduzione dell’aggettivo usato da Tasida nell’autobiografia da lei presentata  alla Commissione EVNI per controbattere alle aride statistiche con cui era certa di venire descritta nella Guida dell’EVNI. L’autobiografia consta di oltre trecento pagine ed è redatta in curdinese, benché la Guida consideri Tasida di lingua katana. Dietro sua insistenza, lo scritto è stato letto ad alta voce di fronte alla Commissione, che l’ha cortesemente registrato per intero, impegno che ha richiesto gran parte della giornata.

Sposai Messenger, il mio primo marito, dopo la grande delusione. Sviluppai un’attrazione per la professione infermieristica simile a quella di un’anatra per l’acqua. Messenger mi sposò per quello. Con l’andar del tempo, tuttavia, mi resi conto che era troppo interessato all’industria dell’abbigliamento. Vendeva perfino calze alla mia amica Sanchia. Gli dissi di fare qualcosa perché i suoi interessi lavorativi smettessero di rovinare il nostro rapporto.

Tasida ha diligentemente appreso un curdinese meccanico in modo da poter comunicare con suo fratello. Poiché Standard voleva parlare solo di volatili, si è premurata di imparare a pronunciare almeno i termini ornitologici con un’esattezza che suggerisse un certo entusiasmo.

È di fondamentale importanza che si tenga conto della mia visione dei fatti…

Il curdinese, noto per la sua ambiguità, non si presta certo a essere parlato in modo meccanico. Tasida, dunque, dimostrava un certo coraggio parlandolo, per non dire una certa avventatezza. La dizione zoppicante e la pronuncia bruca erano ricche di inconsapevoli allusioni, e le immagini allusive acquisivano una pericolosa importanza.

…dal momento che una semplice lista di statistiche della Commissione compilata da assistenti alla produzione che non sanno distinguere il collare erettile di un combattente da una gorgiera è evidentemente inaccettabile, e in questo sono sicura di trovare d’accordo mio fratello Standard.

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* biografia immaginaria tratta dalle novantadue storie di mostruosità, dolori e stranezze  rappresentate da Peter Greenaway nel suo libro Voli fatali, ispirato al primo lungometraggio dello stesso Greenaway, The Falls (1980). Le novantadue persone presenti nel libro hanno tutte, non a caso, i nomi che cominciano con Fall (che significa caduta ma anche autunno). I nomi sono tratti dall’ultima edizione della Guida pubblicata con scadenza decennale dalla Commissione d’Inchiesta sul Violent Unknown Event (VUE), l’Evento Violento Non Identificato (EVNI). I nomi, nel libro, sono presentati in ordine alfabetico, così come appaiono nella Guida e costituiscono un campione attendibile dei diciannove milioni di altri nomi ivi contenuti.

Voli fatali è pubblicato in novantadue lingue differenti.

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biografia 7. Lacer Fallaset

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biografia 75. Afracious Fallows

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biografia 81. Armeror Fallstag

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