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Prima di dedicarmi alle cose belle pure io (il sushi vegano, per esempio, che l’altra sera non mi è riuscito tanto bene dunque sarà proprio il caso di riprovarci presto) vorrei dire delle cose che sono poco più di un banale sfogo ma che desidero permettermi, seppur brevemente e in tono semiserio. Da oggi in avanti non interverrò più sulla questione.

[Lo spettacolo, che ha la funzione di far dimenticare la storia nella cultura, applica nella pseudo-novità dei suoi mezzi modernisti la strategia stessa che lo costituisce in profondità. Così può spacciarsi per nuova una scuola di neo-letteratura che ammette semplicemente di contemplare lo scritto per sé stesso (Guy Debord, La società dello spettacolo  _ d’ora in poi SdS)]

Ciao, non ci conosciamo ma stiamo organizzando una festa della scrittura, uno scouting dei nuovi stili e talenti letterari e tu ci stai simpatico; siamo quelli che se ci paghi e ci piaci ti pubblichiamo un manoscritto ma non te lo diciamo così chiaramente, preferiamo proporti una breve ma intensa caccia al tesoro, e poi dovresti conoscere la teoria del doppio legame e saperla applicare alla comunicazione, dovresti almeno conoscere lo scarto tra quel che la bocca dice e il pensiero trama… vabbé dai ho capito che non sei adeguato per questa fuffa da salotto dunque riprendiamo il discorso confortandoci di soggetto predicato espansione: le cose da fare per partecipare al Festival sono semplici semplici e anche uno scrittore sommerso come te riuscirà a seguire le istruzioni.

[È così che può comparire, nell’economia in espansione dei “servizi” e del tempo libero, la formula di pagamento “tutto compreso”, per l’insediamento spettacolare, gli pseudo-spostamenti collettivi delle vacanze, l’abbonamento al consumo culturale, e la vendita della sociabilità stessa in “conversazioni appassionanti” e “incontri con personalità”. Questo genere di merce spettacolare, che evidentemente non può aver corso se non in funzione della penuria accresciuta delle realtà corrispondenti, figura altrettanto evidentemente tra gli articoli-pilota della modernizzazione delle vendite, essendo pagabile a credito. (SdS)]

Prendi carta e penna dunque e comincia a segnare:

  1. Perché il tuo manoscritto venga letto e ti venga recapitata una scheda valutativa devi pagare 130 euro.
  2. Se il comitato dei lettori ti giudicherà degno potrai iscriverti al nostro mirabolante festival per la modica cifra di 400 euro che ti permetteranno nientemenodi:
  3. Conquistarti uno spazio espositivo di 3 giorni alla Stazione Leopolda (un luogo raccolto in cui sarai certamente al centro della scena a parlare del tuo lavoro, può essere anche che a una certa ora s’avvicini nientemeno che il sindaco che tu avresti sempre voluto incontrare)
  4. Avere l’anteprima del tuo manoscritto sul sito Excalibooks (non Excalibur hai letto bene: si tratta di una prestigiosissima libreria commissionaria, quell’altro era una leggenda di una spada invincibile si si, proprio quella che se te la ricordi vuol dire che oltre che sommerso sei anche vicino alla senilità)
  5. Essere pubblicato ed eventualmente venduto per un anno intero sempre nel sito excalibooks
  6. Partecipare al contest (la gara non è ancora finita ma tu ce la puoi fare e quando sarai anziano sulla sedia a dondolo davanti al camino potrai raccontare ai tuoi nipoti che sei stato paziente e caparbio) per avere un contratto con un’importante (scrivilo in maiuscolo e tienilo a mente: IMPORTANTE) casa editrice italiana.
  7. Nei 3 giorni espositivi potrai finanche sederti su delle comode poltroncine (non credo siano a forma di fiore, quella era la canzone di De Gregori… vedi che ho ragione, oltre che sommerso e nella via della senilità sei pure un inguaribile romantico), avere un tablet con il tuo libro, la tua sinossi e la frase più intrigante estrapolata dal tuo manoscritto per attirare i lettori.
  8. Se sei poeta o narratore (ragazzo mio ce le hai proprio tutte: sommerso in là con gli anni romantico e pure poeta o narratore, santapace ma fai qualcosa!) e non riesci a vincere (ti chiederai cosa…ma come cosa scusa eh, ti facevo più sveglio: il coso della cosa come dice mio suocero quando non gli sovviene la soluzione delle parole crociate). Sempre il famoso sito di cui sopra ti pubblica gratis per un anno gli inediti (cioè te li pubblica come hai fatto tu per almeno una decina d’anni sul tuo blog personale ma mica ti chiamavi excalibooks, o no?)
  9. Se poi vuoi che un attore professionista declami parte del tuo manoscritto beh, vogliamo rovinarci: potrai avere accesso anche a questa opportunità per la modica cifra di 150 euro.
  10. Se poi non vinci né il coso della cosa né la messa on-line la società xy ti dà l’opportunità di stamparti l’opera a un prezzo vantaggiosissimo che non è specificato ma è contenuto di sicuro.
  11. Se vuoi tutelate la proprietà intellettuale del tuo manoscritto sappi che il festival dell’inedito offre una linea dedicata con la SIAE e dunque affrettati.

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La cultura divenuta integralmente merce deve anche divenire la merce vedette della società spettacolare (SdS)

Postilla conclusiva:
Oh tu, scrittore sommerso (e ora abbiamo capito che il sommerso è l’ultimo dei tuoi guai) ricordati anche questo: che il festival è largamente sostenuto e avvalorato da nomi forti, scrittori che contano e case editrici che non sono certo quelle piccole impresucole di editoria a pagamento, e neppure quelle di tziu tottoi o signora mimma e che certo non hanno i riflettori, né le risorse, che abbiamo noi. Qui invece, caro amico scrittore sommerso, si fanno le cose serie e vogliamo costruire un ideale virtuoso perché ci stai a cuore. Gli amici ce li abbiamo in radio enti associazioni e fondazioni, e molti altri che via via si stanno aggiungendo, nessuno alzerà la voce per obiettare alcunché, solo una sequela di smorfiette sotto i baffi magari ma poi, pubblicamente, nessuno avrà poi tanto da polemizzare. Non conviene a nessuno. Le recensioni alla nostra iniziativa arriveranno e saranno copiose. Perché noi siamo dei professionisti della comunicazione e della parola e sappiamo che non c’è niente di meglio che mettersi in linea con il mercato. Non nel senso che i libri si vendono, hai capito bene: mercato, come quello in cui si va a comprare un chilo di pesce o i broccoli per la vellutata. In questo ridente variopinto e profumato luogo come ben sai ognuno sceglie quel che vuol mangiare, oggi puoi esserci anche tu a decidere di mangiare il tuo manoscritto, non sei felice? Ti costerà un tantino di più di un filetto di branzino ma conosci la crisi delle grandi filiere dell’editoria, mica di quelle piccole sfigate case editrici che non se le calcola più nessuno, poi le manipolazioni mediatiche fatte a tavolino che farebbero apparire una gelatina al pari di una creme brulè. Problemi seri. Hai il coraggio di lamentarti ancora? Consolati: i libri sono un valido investimento per il futuro perché la tua passione non ha scadenza e noi sappiamo come trasformarla in merce di scambio, sappiamo come costruire la finzione che fa al caso tuo. Ora ti chiederai che differenza c’è tra noi e un EAP qualunque; beh ti vogliamo facilitare dai: che almeno un EAP ti dice quanto gli devi per pubblicare il tuo libro, noi invece preferiamo farci prima tanta pubblicità, poi raccogliere in prima battuta le preiscrizioni da tutti e, in seconda battuta, le iscrizioni da un tot di meritevoli, ancora non abbiamo ben definito quanti ma ci stiamo riflettendo, e poi non sappiamo neanche se ti pubblichiamo. Ma ti garantiamo un’imperdibile esperienza letteraria. Una vera festa della scrittura. Cosa dici? Ti invitiamo a pensarci.

[ Ognuno deve identificarsi magicamente con questa vedette assoluta, o scomparire (SdS)]

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AGGIORNAMENTI al 4 aprile:

Successivamente alle molte obiezioni e rimostranze, gli organizzatori del Festival hanno deciso di proporre una quota d’iscrizione più contenuta: preiscrizione 120 euro e iscrizione 200 euro. Ritirano la partecipazione all’iniziativa la scrittrice Chiara Valerio, Mondadori e SIAE.

Tuttavia hanno mancato l’occasione per discutere seriamente sul fatto più scandaloso che non era certo la cifra esorbitante e cioè che spacciare una compravendita con una enorme possibilità letteraria è un falso e un ribaltamento del dato di realtà;  un insulto, tra l’altro, nei confronti di chi lavora e scrive da anni. Lo scrittore secondo questi signori continuana ad essere “un libero professionista che si deve promuovere da sé” mentre sappiamo che si tratta di altro: della superbia e dell’inganno di chi vuole far leva sulle fragilità altrui mascherandosi per grande e anticonformista scopritore di talento. Meglio rimanere sommersi tutta la vita, sempre addio.

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AGGIORNAMENTI al 5 aprile:

Mondadori siae e radio tre si sono ritirati dall’organizzazione del festival. Il Comune di Firenze ritira il patrocinio.

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